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Test di impatto: un muro di cemento e un paio di jeans che hanno salvato una vita

Alcuni incidenti avvengono all’improvviso. Altri sono devastanti. E poi ci sono quelli che sono entrambe le cose: dove tutto accade in meno di un secondo, ma le conseguenze possono durare per tutta la vita. 

Per Álvaro, un giro lungo le strade tortuose di Tenerife è stato proprio uno di quei momenti.

L'ultimo tratto verso casa

Il 3 aprile 2026, verso le 18:10, Álvaro stava guidando la sua Yamaha MT-03 lungo la strada TF-28 nei pressi di El Río, a Tenerife, in Spagna. Dopo aver percorso 180 km, si trovava a pochi chilometri da casa.

La stanchezza cominciava a farsi sentire, così ha rallentato fino a circa 45 km/h, ben al di sotto del limite di velocità di 90 km/h. La visibilità era buona e la strada sembrava sicura e familiare.

Ma a metà curva, tutto è cambiato.

Il pericolo invisibile

Al centro della corsia c'era una zona di ghiaia, quasi impossibile da notare finché non era troppo tardi. Quando Álvaro si è inclinato in curva, la ruota anteriore ha perso immediatamente aderenza. La moto è scivolata lateralmente, ma ha ripreso quasi subito aderenza sull'asfalto pulito. Quello che è successo dopo è stato violento.

L'improvviso recupero di trazione ha provocato un effetto catapulta verso l'alto. In meno di un secondo, Álvaro è stato sbalzato in alto, perdendo completamente il controllo, prima di schiantarsi frontalmente contro un muro di cemento a circa 42 km/h.

L'impatto

L'impatto è stato violentissimo. Prima di schiantarsi contro il muro, Álvaro è scivolato violentemente sulla propria moto, passando sopra componenti metallici rigidi come la forcella e il manubrio, assorbendo un’enorme quantità di energia da attrito e da impatto.

La moto è rimasta quasi completamente distrutta. Il triplo albero si è spezzato, i componenti si sono piegati e frantumati, e la moto è rimasta praticamente irreparabile.

Ma Álvaro se l'è cavata indenne grazie ai jeans da motociclista da uomo che indossava quel giorno.

L'attrezzatura che ha conquistato la Forza

Al centro di quel risultato c'erano i suoi jeans Pando Moto Robby Slim Black. Durante l'incidente, i jeans hanno subito sollecitazioni estreme. Tuttavia, hanno riportato solo alcuni danni causati dal forte impatto: qualche foratura dovuta al contatto con la moto, ustioni da attrito e deformazioni strutturali dovute all'assorbimento dell'impatto. Ma, cosa più importante, il tessuto non ha mai ceduto.

Hanno resistito sia durante lo scivolamento che durante l’impatto con la bicicletta e il muro, proteggendo la sua pelle quasi completamente.

Nonostante la gravità dell'incidente, Álvaro non ha riportato fratture e quasi nessuna escoriazione. Solo qualche livido: un chiaro segno di quanta energia abbia assorbitol'abbigliamento da moto .

«Il fatto di essere riuscito a uscire dall’ospedale 24 ore dopo è la prova dell’efficacia della tua attrezzatura», ha detto Álvaro.

Progettato per condizioni estreme

I jeans Robby Slim Black sono progettati per resistere agli urti e all'abrasione nella vita di tutti i giorni. 

Realizzati con materiali ad alte prestazioni – CORDURA® super-elastica da 12oz – e rinforzati con protezioni CE di livello 1 su ginocchia e fianchi, sono progettati per resistere a forze estreme mantenendo l’integrità strutturale. Ma soprattutto, questi jeans sono classificati AA (EN 17092-2), il livello di certificazione previsto per l’abbigliamento da moto.

Nel caso di Álvaro, hanno resistito allo scivolamento sul metallo, a forze d’urto elevate e al contatto diretto con il cemento, continuando comunque a funzionare.

Il punto di vista di un motociclista

Dopo l'incidente, la visione di Álvaro riguardo alla guida e all'abbigliamento da moto è cambiata.

«Il mio consiglio agli altri motociclisti è di non sottovalutare mai la velocità. Anche a 40 km/h, l’energia d’urto è sufficiente a distruggere un corpo», afferma.

Per lui, investire in abbigliamento da moto da uomodi alta qualità non è più una scelta facoltativa. È fondamentale.

«Non è una spesa. È una delle ragioni principali per cui oggi posso camminare invece di essere ancora in un letto d’ospedale.»

Il punto chiave

La storia di Álvaro ci ricorda in modo incisivo che il pericolo non deriva sempre dal superare i propri limiti. A volte, deriva da qualcosa di così piccolo come un pericolo nascosto su una strada altrimenti perfetta.

E quando in un attimo tutto va storto,l’abbigliamento da moto giusto può fare la differenza tra uscirne indenni… o meno.

«Grazie per aver progettato dispositivi di protezione che salvano davvero delle vite», sono state le ultime parole di Álvaro rivolte al team.

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