Che tu sia un motociclista da strada, un appassionato di fuoristrada o un habitué dei circuiti, non mancano certo capi di abbigliamento protettivo da moto adatti a qualsiasi stile di guida, gusto ed estetica. Dalle tute da gara in pelle all’abbigliamento da avventura ultra-resistente, passando per quello urbano, i motociclisti hanno ormai l’imbarazzo della scelta, mentre i produttori di abbigliamento propongono ogni anno nuove tecnologie e tessuti protettivi.
Tuttavia, la storia dell’abbigliamento da moto è lunga quanto quella del motociclismo stesso, e l’abbigliamento da moto moderno non ha nulla a che vedere con quello degli anni ’20, ’40 o persino ’70. L’abbigliamento da moto ha fatto molta strada, ed è affascinante vedere come si sia evoluto di pari passo con le moto stesse.
Per scoprire le origini dell’abbigliamento da moto, diamo uno sguardo alla storia dell’abbigliamento protettivo da moto e agli sviluppi inaspettati che il design e lo sviluppo di questo abbigliamento hanno subito nel corso dei decenni:
Le origini dell'abbigliamento da moto
Quando si pensa all’abbigliamento motociclistico vintage, la maggior parte delle persone immagina l’iconica giacca di pelle degli anni ’50 e gli stivali da ingegnere indossati da Marlon Brando in *Il selvaggio*. Tuttavia, le radici dell’abbigliamento motociclistico affondano ben più in profondità degli anni ’50: non appena le prime motociclette motorizzate fecero la loro comparsa sulle strade, le persone cominciarono a cercare modi per proteggersi durante la guida. Tra il 1902 e il 1909 fecero la loro comparsa le prime motociclette, e i primi motociclisti indossavano solitamente abiti ispirati all’abbigliamento equestre e militare: giacche di tweed e berretti erano la norma, e gli stivali lunghi da equitazione furono presto adottati come calzature di base per la guida in moto.

Negli anni ’30, con l’evoluzione delle motociclette e l’aumento della loro velocità, si iniziò a gareggiare con esse. Le competizioni richiedevano quindi un equipaggiamento più protettivo in caso di incidenti ad alta velocità. I primi caschi erano costituiti da cuffie di cuoio più spesse, e i piloti utilizzavano occhiali da aviatore per proteggere gli occhi durante le gare. Negli anni ’40, indossare il casco da moto divenne la norma a seguito della Prima e della Seconda Guerra Mondiale: i corrieri militari erano tenuti a indossare caschi protettivi, solitamente realizzati in sughero o latta, e questa tradizione si diffuse ben presto tra il grande pubblico.
La famosa giacca di pelle del film *Il selvaggio* conquistò i motociclisti negli anni Cinquanta: sebbene fosse stata disegnata già nel 1928 da Schott NYC per Harley Davidson, la giacca, chiamata Perfecto, divenne famosissima dopo che Marlon Brando la indossò nel classico del cinema. Il resto, come si suol dire, è storia.
Tessuti e materiali utilizzati nell'abbigliamento da moto
All’inizio del XX secolo, la maggior parte degli appassionati di motociclismo utilizzava ciò che era disponibile in altre discipline piuttosto che abbigliamento specifico per motociclisti. Giacche in tweed e cotone cerato prese in prestito dal mondo dell’equitazione, occhiali protettivi e berretti in pelle ispirati all’equipaggiamento dei piloti di aerei, stivali da moto in stile militare e lunghe giacche da corriere erano tutto ciò che era disponibile fino agli anni ’30. Man mano che le moto diventavano più veloci e le corse motociclistiche acquisivano sempre maggiore popolarità, la pelle divenne il tessuto di riferimento per l’abbigliamento da moto. A parte la giacca Perfecto, i produttori di abbigliamento motociclistico iniziarono a progettare equipaggiamento in pelle che andava dai gambali alle tute da gara. La prima tuta da gara in pelle a un pezzo fu progettata negli anni ’50 per Geoff Duke, all’epoca campione del mondo di motociclismo; la tuta era realizzata in pelle di cavallo.
Da quando, a partire dagli anni '90, i tessuti utilizzati per l'abbigliamento da moto hanno superato ogni immaginazione, nuovi materiali protettivi come diversi tipi di pelle, Cordura, Dyneema e Kevlar sono stati integrati nei prodotti di abbigliamento da moto; nello stesso decennio sono state introdotte in Europa le prime norme di sicurezza relative all'abbigliamento da moto.

Protezioni per motociclisti
Proprio come le pelli e i tessuti, le protezioni da moto hanno una storia quasi altrettanto antica quanto quella del motociclismo stesso. All’inizio, i motociclisti utilizzavano semplici imbottiture in pelle su ginocchia, gomiti e spalle; Dainese inventò il primo protettore per la schiena solo nel 1979, traendo ispirazione dal guscio di un’aragosta e utilizzando piastre rigide ad incastro per proteggere la schiena del motociclista. Negli anni Ottanta, indossare le protezioni da moto divenne la norma e, negli anni Novanta, i nuovi sviluppi tecnologici in questo campo portarono all’introduzione delle prime norme di sicurezza regolamentate. Oggi i motociclisti possono scegliere tra un’ampia varietà di protezioni, che vanno dalle imbottiture morbide agli esoscheletri resistenti per il fuoristrada, dai tutori per ginocchia e collo alle protezioni integrali per il corpo, oltre alle giacche da moto con protezioni integrate.



Sviluppo dei caschi
Nato come un modesto copricapo e, in seguito, come un berretto di pelle, il casco da moto si è evoluto fino a diventare irriconoscibile. Negli anni ’20 e ’30, la maggior parte dei caschi da moto era derivata da modelli militari e aeronautici, ma gli unici motociclisti che li indossavano erano i piloti da competizione. Nel 1941, l’esercito britannico e quello statunitense resero obbligatorio l’uso del casco protettivo per i motociclisti militari, e la tradizione si affermò gradualmente anche tra i motociclisti civili. Il primo casco da moto brevettato fece la sua comparsa negli anni ’50 e, nel 1954, AGV realizzò il suo primo casco integrale in fibra. Ben presto fecero la loro comparsa marchi come Bell, Arai e Shoei e, negli anni ’80, Shoei produsse il suo primo casco multifibra utilizzando carbonio e Kevlar. Nel 1990, l’uso del casco divenne obbligatorio per i motociclisti nella maggior parte dei paesi del mondo, e la tecnologia odierna dei caschi si basa su materiali compositi leggeri ma altamente protettivi, come la fibra di carbonio e il Kevlar.


Stivali, guanti e occhiali da moto
Gli stivali da moto hanno avuto origine dagli stivali tradizionali della cavalleria e da equitazione, sostituiti poi dai famosi stivali “Engineer” negli anni ’40 e ’50. I guanti da moto hanno avuto un destino simile: i primi motociclisti utilizzavano guanti lunghi in stile equestre, mentre per quanto riguarda gli occhiali protettivi, i primi modelli da moto erano presi in prestito da quelli dei piloti di aerei. Durante gli anni Sessanta e Settanta, stivali, guanti e occhiali da moto sono diventati più specializzati: i produttori di abbigliamento hanno iniziato a progettare equipaggiamento specifico per le diverse discipline, dando vita all’ampia gamma odierna di stivali, guanti e occhiali destinati a piloti da pista, motociclisti urbani, fuoristradisti e viaggiatori.



Strati di base
Gli indumenti intimi da moto sono probabilmente l’ultima novità nel campo dell’abbigliamento motociclistico: fino agli anni Ottanta, la maggior parte dei motociclisti e dei piloti indossava semplici magliette di cotone sotto l’equipaggiamento protettivo. Oggi, i motociclisti possono scegliere tra indumenti intimi leggeri e traspiranti e capi termici più pesanti per stare al caldo; e se si vuole andare fino in fondo, è possibile optare anche per biancheria intima specifica per motociclisti.

Proprio come le moto che guidiamo, l’abbigliamento da moto si è evoluto a passi da gigante nel corso dell’ultimo secolo e, con le nuove tecnologie che si sviluppano a un ritmo vertiginoso, probabilmente guideremo in modo sempre più sicuro man mano che l’abbigliamento che indossiamo migliorerà sempre di più.